La storia

“La domanda è: può l’oggetto automobilistico andare oltre la funzione strumentale? L’automobile è solo una macchina? Come può una macchina suscitare emozioni? E in definitiva, può l’automobile avere un’anima?”.

Gli interrogativi di Luca Grandori, tra gli ispiratori del Club Italia, erano pleonastici se non pretestuosi, perché conducevano a risposte invariabilmente affermative. Le auto non sono solo macchine, hanno un’anima e suscitano forti emozioni. Non tutte, ma le automobili italiane sì. È da queste premesse, nonché da innocenti evasioni motoristiche a base di sgassate e sportellate, che nel 1985 un gruppo di amici che reputa l’automobile come una delle espressioni migliori del genio italico del Novecento fonda il Club Italia. Un’associazione privata che presto diventa ambasciatrice dell’automobilismo italiano, nonché icona di un nuovo modo di vivere le belle automobili: esclusivo, ma estremamente dinamico. Eventi speciali, incontri straordinari e tanta attività agonistica sono stati il sale di questi primi 35 anni. Senza contare le serie speciali e numerate che, in diretta collaborazione con le aziende, il Club Italia ha creato per i propri soci: dalla Lancia Delta Integrale del 1992 alla Ducati Monster 900 del ’95, dalla Fiat Barchetta del 1996 all’Alfa Romeo 4C presentata in occasione dei 25 anni dalla fondazione, fino alle due prestigiose serie limitate del 2020: la Dallara Stradale e la Ducati Scrambler 1100.
Cultura, design, esclusività; accelerazioni, chilometri, risate e buongusto: un filo rosso che ha portato il Club Italia a non perdere mai la sua identità. Merito degli uomini che si sono succeduti alla presidenza: Mauro Forghieri (1989-1991), Gino Macaluso (1992-2010), Giovanni Pagliarello (2010-2012), Monica Mailander Macaluso (2012-2018), Umberto Rossi di Montelera (dal 2019).

Un club per pochi: solo 60 soci. Da chi ha fatto, e continua a fare, la storia dell'automobile italiana ai più grandi collezionisti, per un parco vetture che nessun altro club al mondo può vantare.

Attualmente conta, per statuto sociale, solo 60 soci, tra i quali vanno ricordati Paolo Cantarella, Luca Cordero di Montezemolo, Piero Ferrari, Gianpaolo Dallara, Jean Todt, Mauro Forghieri, Paolo Pininfarina e Andrea Zagato, oltre a numerosi esponenti dell'industria, della finanza e della cultura Italiana, tutti uniti da una grande passione per l'automobile.

 

Con l’elezione nella primavera 2019 del nuovo consiglio e del nuovo presidente, Umberto Rossi di Montelera, il Club Italia prosegue nel solco di una lunga tradizione vincente e con nuove energie si propone come primattore a livello internazionale nell’organizzazione di eventi che abbiano al centro l’amore per l’Italia e per i motori italiani. Significa essere il punto di riferimento della comunità dei veri appassionati di motori, collezionisti spesso stranieri che nel più puro stile anglosassone non si limitano a custodire splendide automobili e motociclette nei garage ma trasformano l’amore in chilometri percorsi pied à la planche: perché, come sosteneva Ettore Bugatti, “le auto sono fatte per correre”. Il patrimonio Italia, la storia e i valori delle aziende italiane, un gruppo di soci e un parco vetture che nessun altro club può vantare, rappresentano una garanzia di riuscita. Le possibilità offerte dal mondo digitale, nel quale il Club Italia è protagonista con un nuovo sito internet e con il debutto su Instagram, sono invece la via per raggiungere un pubblico sempre più vasto con cui condividere qualcosa di profondo che però può essere riassunto in una sola parola: passione.

 
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